1950
prime esperienze di trasmissioni in portatile VHF/UHF sul Monte Grappa.
una intervista ad Enrico Leonardini IZ3DVZ (SK)
Anni '50: pionieri delle assistenze radio
Anni '50: altre foto
A.R.I.
La Storia
1946: nasce la sezione
ARI di Venezia
A.R.I.
La Storia
1923
- Gruppo Radiotecnico Milanese
L'inizio del "dilettantismo di trasmissione" fu dato a Milano da Eugenio Gnesutta
che il 9 dicembre 1923 costituì il G.R.M.
1924
- Radio Club Lombardo - Radio Club Nazionale
Ad opera dell'Ing. Ernesto Montù nasce il RCL ( 5 febbraio 1924) che viene
poi convertito nel marzo del 1924 in R.C.N. con lo scopo di federare i numerosi
Clubs di altre città. Nel novembre del 1924 il R.C.N. diventa Radio Club Nazionale
Italiano.
1924
- Associazione Dilettanti Radiotecnici Italiani
Nell'autunno del 1923, rappresentanti del G.R.M. incontravano a Roma il Direttore
Generale del MPT, dove venne assicurato un fattivo appoggio dello Stato, che
allora venne considerato come riconoscimento ufficiale del radiantismo. Da
parte sua, il sodalizio s'impegnava ad organizzare prove ed esperimenti collettivi,
a rilasciare ( su delega governativa) autorizzazioni all'ascolto su frequenze
maggiori di 1MHz.; inoltre il MPT promise, e mantenne, la concessione di "permessi
provvisori di trasmissione" a quei soci del sodalizio, per i quali venivano
garantite la preparazione tecnica e gli intenti di sperimentazione.
1925
- International Amateur Radio Union
Hiram Percy Maxim, presidente dell' A.R.R.L., invitava i responsabili dei
Paesi più promettenti ad un incontro informale il giorno 12 marzo 1924 per
costituire un sodalizio mondiale degli OM. Per l'Italia era presente
il veneziano Giulio Salom dell'A.D.R.I.
La nascita ufficiale della IARU avvenne però nella primavera del 1925
1927
- A.R.I. - Associazione Radiotecnica Italiana
1° Gennaio 1927 con la fusione dei Clubs R.C.N.I. e A.D.R.I. voluta da entrambi
i gruppi di soci nasce l'Associazione Radiotecnica Italiana con presidente
l'Ing. Ernesto Montù.
1948, dopo la pausa dovuta alle guerre, tramite referendum venne approvato la fusione del gruppo A.R.I. col gruppo Radio Club Italiano (nato alla fine del 1945) ed assunto come statuto il vecchio statuto A.R.I. decurtato da articoli superflui. Solo un dettato del referendum non poté venire subito applicato: il cambiamento in Associazione Radioamatori Italiani, cosa che avvenne nel 1977 con l'entrata in vigore del nuovo statuto in occasione del "Cinquantenario.
1946
- Costituzione della Sezione A.R.I. di Venezia
L’attività dei primi radioamatori veneziani risale alla metà degli anni ’20,
1MT fu il primo radioamatore italiano ad utilizzare un'apparecchiatura
autocostruita già nel 1923.
1MT Giulio Salom, oggi I0ACL presidente onorario dell’A.R.I., fu il progettista
dell’apparato di emergenza “ONDINA-S” che dopo la caduta sul pack del dirigibile
ITALIA., il radiotelegrafista Biagi stringeva tra le braccia come un piccolo
tesoro.
La tragica storia della spedizione Nobile vive tutt’ora nei pensieri degli
appassionati dell’etere. Tra i primi radiodilettanti veneziani ci fu anche
Renzo Minerbi che nel 1930 aveva il nominativo internazionale 1AL .
L’attività di radioamatore di 1MT inizia nel 1923, infatti dal 1°
dicembre 1923 ebbe una speciale autorizzazione dal Ministero delle Poste e
Telegrafi per costruire ed usare una stazione radiotrasmittente (la prima
in Italia) alla quale fu concesso il nominativo 1MT.
Le prime esperienze il dott. Salom le effettua la notte del 9 dicembre 1923
con onda della lunghezza d’onda di 200 metri, riuscendo a comunicare per oltre
due ore in telegrafia con la stazione inglese 2HF situata a nord di Birmingham
a 1550 km da Venezia, città dalla quale Salom trasmetteva.
Successivamente effettuò altre comunicazioni con stazioni francesi ed olandesi.
La massima distanza alla quale la stazione 1MT veniva ascoltata in Europa
risultò essere di 2000 km e precisamente la città di Edimburgo.
I vari tipi di antenne si trovavano a 34 metri di altezza sul livello del
mare, mentre la presa di terra era collegata ai conduttori dei parafulmini
infissi in…Canal grande.
Nel 1924, prendendo parte al concorso transatlantico, effettua collegamenti
con stazioni americane e canadesi usando la lunghezza d’onda di 167 m; successivamente
esegue interessanti esperimenti sulla maggior portata che poteva essere ottenuta
con onde inferiori ai 200 metri.
Sempre nello stesso anno riceve la medaglia d’oro dal Ministero delle Poste
e dei Telegrafi quale primo premio per aver effettuato il maggior numero di
collegamenti bilaterali in telegrafia tra Italia e Stati Uniti.
Nel 1925 partecipa al primo congresso internazionale dei dilettanti radiotecnici
ed oggi è l’unico superstite degli 8 padri della I.A.R.U. che a Parigi
firmarono la prima carta costitutiva della lega mondiale dei radioamatori.
In quello stesso anno nel mese di marzo, egli collega la Nuova Zelanda in
90 metri e dal 23 al 25 luglio l’Australia, e nuovamente la Nuova Zelanda
in 40 metri.
Dal “Il Radio Giornale” n.10 -1927, nell’elenco dei delegati provinciali A.R.I.
per la provincia di Venezia è incaricato il dott. Giulio Salom.
Nel 1928 Salom, su incarico del Ministero della Marina progetta ed
appronta presso l’officina R.T. di La Spezia, una serie di apparati radio
di soccorso; uno di questi apparati (Ondina campale tipo S) che portava il
numero di serie 003, fu usato da Biagi e proprio a questo apparecchio si deve
la salvezza dei superstiti della spedizione scientifica al polo nord del Gen.
Nobile con il dirigibile ITALIA.
Nel 1927, anno di fondazione dell’A.R.I. il dott. Salom viene chiamato
a far parte del consiglio direttivo, carica che conserverà fino al 1930. Nel
1954 ottenne una nuova licenza con nominativo ACL, nel 1965 venne ammesso
al sodalizio come socio fondatore e nel 1982 nominato per acclamazione Presidente
Onorario dell’A.R.I.
Dopo il 1930 il Governo ritirò tutte le licenze rilasciate a stazioni dilettantistiche
e per i radiodilettanti veneziani fu un periodo di semiclandestinità.
Nel momento in cui il Governo nel dopoguerra, iniziò a riconoscere i radiodilettanti
in Italia, i primi ad innalzare la bandiera del radiantismo veneziano furono
1LF, 1TA, 1TT, 1TW ed il primo iscritto all’allora Associazione Radiotecnica
Italiana fu Pavan di Cannaregio.
Fu invece 1TT ad essere il primo rappresentante dell’ARI in Venezia, in qualità
di delegato provinciale, ed il primo presidente della sezione cittadina della
stessa Associazione che si costituì nel novembre del 1946.
Per quanto riguarda i cosiddetti di allora “allacciamenti radio” con altri
OM il primo a stabilire nel dopoguerra comunicazioni fu la stazione 1TW che
dal Lido di Venezia, con mezzi di fortuna il 28 aprile 1946 alle ore 16,30
coadiuvata da 1TA e 1LF agganciava QSO di oltre un’ora con la stazione connazionale
1OR di Alessandria.
La sera stessa alle ore 23,15 veniva stabilito il primo QSO internazionale
veneziano con il francese F9AWP. A qualche giorno di distanza “prendeva l’aria”
(riportando testualmente la frase di allora) la stazione 1TA alla quale spetta
il merito di aver portato a termine il primo QSO trascontinentale dalla nostra
città.
1AWP Enrico Leonardini (tuttora socio della sezione di Venezia con il nominativo
IZ3DVZ), fu secondo i documenti ufficiali, il primo OM veneziano ad ottenere
dalla associazione statunitense A.R.R.L. il diploma WAC, diploma che viene
rilasciato agli OM che hanno effettuato collegamenti bilaterali con tutti
i continenti. 1AEG Nereo Pianetti (ora i3zpn) nel 1951 aveva già effettuato
collegamenti bilaterali con 96 paesi ed era sulla soglia di ricevere il certificato
DXCC per 100 paesi collegati. Nel settembre 1945, 1ALK l’ing. Giorgio Pasquali
iniziò a cimentarsi nel campo delle microonde, tentando collegamenti con apparecchiature
portatili germaniche.