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Radiotelegrafisti
d'alt(r)o mare:
Ricordi d'altri tempi di un Radiotelegrafista di bordo - Seconda Parte
Testo di IZ3DVZ - Enrico
A Papete rimanemmo
circa una settimana, a bordo e in cabina faceva un caldo infernale, non
c’era aria condizionata, un ventilatore in cabina faceva più rumore che
altro, in Radio poi con gli apparati accesi era un martirio, finchè la
nave era in navigazione si stava abbastanza bene, venivano poste sugli
olbò le trombe, cioè le maniche a vento per catturare l’aria. In porto
venivano messe le reti anti insetti, che tra zanzaroni, cavallette e santamarie(Una
strana mosca tropicale) c’era da stare poco allegri. Io da radiotelegrafista
non avevo impegni di sorta e quindi me ne andavo in giro per la città
che aveva il suo fascino tropicale, la gente cordiale e una gioventù molto
bella, le femmine poi…tutte con un fiore su un orecchio, non c’era nulla
di strano era l’usanza locale, il fiore sull’orecchio sinistro stava a
indicare che la donna non era disponibile, se era sul destro avrebbe cercato
un partner, io facevo attenzione a sti maledetti fiori ma incontravo anche
vecchiette con un fiore alla sinistra. La lussureggiante vegetazione favoriva
la crescita di fiori di ogni genere. Nella strada principale, la Boulevar
du Paris c’erano negozi e commerci di ogni genere, bar ristoranti, ricordo
che si bevevano frullati di frutta tropicale come il mamei, che ha un
succo delizioso. Alla fine delle operazioni di carico imbarcarono i passeggeri,
uno sparuto gruppo di donne con bambini, erano famigliari dei legionari
francesi di stanza nell’isola, partimmo per il primo viaggio salutati
da terra da musiche grida e lanci di stelle filanti. Io pensai che con
i passeggeri avrei avuto un po’ più di traffico radio e a parte un telegramma
di servizio del comandante all’agenzia di Los Angeles poi nulla. Ero obbligato
a starmene ben otto ore in stazione radio divise in due turni, uno al
mattino dalle 0800 locali fino alle 1200, uno al pomeriggio dalle 1600
alle 2000, ma siccome quella maledetta Ansa trasmetteva il bollettino
stampa di notte dovevo alzarmi per riceverla mentre mi veniva bene la
Frenchpress che aveva molti orari di trasmissione. Come detto dianzi a
parte l’ascolto sulla 500 kc, che al tempo era la frequenza di emergenza
e di chiamata telegrafica. pochi segnali arrivavano, deboli e con qsa;
si ascoltava qualche stazione della costa atlantica americana. Io trascorrevo
il tempo cercando di leggere le monografie dei due trasmettitori, ma siccome
erano in tedesco ben poco comprendevo, solo gli schemi erano decifrabili.
Avevo due ricevitori, uno fisso sulla 500 kcs e l’altro per il traffico
telegrafico, erano due meraviglie, montavano certe strane valvole a fungo
e il display a rifrazione che scorreva con la manopola di sintonia. Certo
che i tedeschi con l’elettronica del tempo ci avevano dato molti punti.
Avevo visto i vari residui di guerra italiani, RadioMarelli, AllocchioBacchini,
autentiche porcherie.(continuerà)
Di
questa storia non leggeremo la parola "fine":
Pochi giorni dopo aver scritto queste righe, Enrico ci ha lasciati per
sempre.
Ricordo ancora la mail che mi scrisse, evidentemente emozionato ringraziandomi
per aver trovato le foto della "sua" nave: non l'aveva più
vista da quei tempi.
Abbiamo voluto mantenere questi scritti per ricordarlo
GRAZIE ENRICO!
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Il "Melanesien",
in due foto d'epoca

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