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ringrazia IW3GIR - Renato per aver fornito queste foto ed il testo
Le automobili
dell’E.I.A.R.
di Edoardo Massucci
Figlio di Riccardo Massucci anche regista della famosa trasmissione dell’
E.I.A.R. “I Tre Moschettieri che fece tanto impazzire gli ascoltatori
radiofonici degli anni ‘30
Il 27 agosto 1924 veniva fondata a Roma la U.R.I. Unione Radiofonica Italiana,
alla quale il governo affidava la concessione esclusiva dei servizi di
radiodiffusioni circolari per l’Italia. A presiederla venne nominato
Enrico Marchesi, che proveniva dalla Fiat. Poche settimane dopo esattamente
il 6 ottobre 1924 iniziarono le prime trasmissione radiofoniche.Durante
la serata inaugurale venne trasmesso da una sala di palazzo Corrodi aRoma,
un concerto sinfonico, seguito da una breve notiziario e da una conversazione
sulla radio. Non molto diversi furono i programmi dei giorni successivi.
Erano tempi della radio a galena, gli anni del pionierismo e gli ascoltatori
si contavano, si può dire , sulle dita di una mano. Col passare
del tempo la giornata radiofonica si arricchì sempre di più,
nei programmi cominciarono a trovare posto altri generi di spettacolo
e si sperimentarono anche i primi collegamenti esterni utilizzando le
linee telefoniche.
Nel 1927 l’U.R.I. prende il nome di E.I.A.R. Ente Italiano Audizioni
Radiofoniche,e da questo momento si può dire che inizi il decollo
dell’attività radiofonica in Italia. Siamo ancora nella fase
sperimentale, le trasmissioni si fanno un po’ alla “garibaldina”,
si procede spesso per tentativi , ma c’è uno sforzo concreto
per dare all’Azienda un suo assetto organizzativo e soprattutto
di dotarla degli strumenti idonei per assicurare un servizio sempre più
completo ed efficiente.
L’interesse ogni giorno più accentuato del regime fascista,
che vede nella radio un potente mezzo di comunicazione,l’aumento
dei radioabbonati che in pochi mesi anni sono saliti a diverse decine
di migliaia, il richiamo della radio che comincia ad esercitare su personaggi
del mondo artistico contribuiscono giorno dopo giorno alla costruzione
e al consolidamento di questo nuovo sistema di trasmissione. Si aprono
nuove stazioni nel 1931 risultano già otto stazioni. Un mondo tutto
da inventare e infatti non passa giorno che non si assista a nuove scoperte,a
nuovi esperimenti ad ingegnose trovate l’ingegner Trincheri sperimenta
la prima radiocronaca calcistica annunciando gli spostamenti del pallone
sul campo con dei numeri. Mario Chiappo a Torino realizza le prime trasmissioni
in collegamento diretto dall’esterno eseguendo programmi musicali
dalla Sala Rossa di via Bonafous, il regista Riccardo Massicci, a buon
diritto battezzato “ Il Re dei rumori”, ottiene i primi effetti
sonori in studio con artifici vari. A questo punto era inevitabile che
anche l’automobile venisse posta al servizio della radio: la necessità
di realizzare le prime riprese esterne di avvenimenti e cerimonie d’effettuare
registrazioni di spettacoli sul posto, di compiere radiocronache sportive
in anni in cui lo sport nazionale collezionava una serie di sfolgoranti
affermazioni, di riprendere direttamente dal vivo quelli che comunemente
si chiamavano i “rumori” e che erano indispensabili per confezionare
lo spettacolo radiofonico, portarono all’allestimento dei primi
impianti mobili montati su automezzi.
Furono un grande autocarro “CERIANO” e due furgoncini “FIAT
Balilla” 4 marce i primi mezzi di cui l’EIAR dispose per le
riprese e le registrazioni in esterno. A questo proposito occorre notare
che agli inizi degli anni Trenta le apparecchiature di registrazione erano
molto più complesse ed ingombranti di quelle che vennero dopo:intanto
non esistevano le registrazioni su nastro o filo, per cui si doveva ricorrere
all’incisione su disco,che comportava macchinari pesantissimi e
non certo pratici da manovrare.
Sul disco una puntina incideva il solco che ,procedendo a spirale dall’interno
verso l’esterno o viceversa, registrava i suoni:occorreva da parte
del tecnico molta abilità e prontezza per cogliere l’attimo
giusto e non sprecare tanto materiale.
Un disco durava infatti un paio di minuti e se la ripresa era più
lunga occorreva essere pronti con un secondo apparecchio per non creare
soluzioni di continuità.
L’autocarro CEIRANO era specie di studio mobile che serviva a avari
usi per riprendere e registrare in esterno, per fare da “ponte”
con le stazioni radio, per assistere i tecnici e anche per ospitare all’occorrenza
intervistati e intervistatori .
I furgoncini FIAT Balilla svolgevano soprattutto un servizio di registrazione
di effetti sonori: più piccoli più maneggevoli, consentivano
ai tecnici di essere presenti ovunque.Il regista Riccardo Ma succi, con
un tecnico che fungeva anche da autista compì una lunghissima serie
di registrazioni che diedero vita ad una ricca discoteca di “rumori”,
utilizzati poi in centinaia e centinaia di trasmissioni radiofoniche.Un
microfono, qualche cavo un registratore era tutto quanto avevanoa a disposizione.Questa
piccola èquipe con la loro “Balilla”andò a cogliere
di notte il gracidio delle rane nelle risaie del vercellese, le sirene
dei pompieri nelle caserme dei vigili del fuoco, lo sferragliare dei treni
nelle stazioni e ai passaggi a livello, le cannonate alle grandi manovre,
il rombo dei motori sulle strade, il cinguettio degli uccelli nei boschi.Con
questi veicoli percorsero decine di migliaia di chilometri anche alla
ricerca degli effetti sonori idonei.
Nel 1937 si assiste anche in questo settore a quello che oggi viene definito
un salto di qualità:l’EIAR commissiona una coppia di LANCIA
Artena carrozzate Viotti e dotate delle più moderne attrezzature
per registrazione su dischi all’acetato di cellulosa con le quali
si poteva ottenere una qualità di riproduzione, per quei tempi,
veramente ottimale.
Su ogni vettura erano istallate due macchine d’incisione che permettevano
la registrazione continua, con passaggio istantaneo da un disco all’altro.Erano
pure installati: un amplificatore microfonico a quattro ingressi, che
permetteva di avere contemporaneamente in funzione ben quattro microfoni
un misuratore di livello ed un amplificatore di potenza.Era prevista anche
la possibilità di piazzare sulle vetture una apparecchiatura completa
del tipo “Blottnerphone per la prime registrazioni su nastro magnetico.Queste
due Lancia Artena divennero un po’ il simbolo di un’ epoca:
non vi avvenimento in quegli anni che non vide presenti queste due auto
dal caratteristico colore azzurro metallizzato .Furono usate per radiocronache,
per riprese all’aperto, per avvenimenti sportivi, per incidere effetti
sonori particolarmente da Radio Torino erano in servizio 24ore su 24 negli
anni che precedettero la guerra e poi anche durante le ostilità
e nel dopoguerra .Fu una Lancia Artena la prima automobile ad entrare
in Piazza San Marco a Venezia: Ala stessa epoca vennero messe in servizio
anche cinque “Fiat 508” dalla linea aerodinamica, anche queste
appositamente carrozzate ed attrezzate per le riprese esterne.
Una delle trasmissioni radiofoniche che ottenne il consenso popolare fu
“Radio Rurale” che intendeva coinvolgere il popolo contadini
d’Italia.Per avvicinare questo tipo di ascoltatore e possibilmente
farne un’ abbonato, l’EIAR dovette andargli incontro e in
questo genere di operazioni l’auto si rilevò indispensabile:le
“FIAT 508 C”con la scritta EIAR si avventurarono sulle polverose
strade di campagna,nei paesi, sulle aie compiendo un capillare opera di
propaganda.
Le stesse auto furono anche usate come mezzi ausiliari in occasione di
gare famose come il Giro d’Italia.Dopo lo scoppio della guerra nel
1940 si avvertì la necessità di inviare al fronte unità
mobili a tenere i collegamenti ed effettuare riprese nei vari teatri di
operazioni.
L’EIAR fece allora attrezzare due “FIAT 1100”tipo Coloniale
da inviare in Pirenaica al seguito delle nostre truppe:nel 1941 le due
vetture, dopo aver effettuato una serie di severi collaudi sulla collina
torinese e gli impianti di registrazione vennero trasferite a Napoli per
l’imbarco con destinazione Tripoli. Purtroppo nel Canale di Sicilia
il convoglio che trasportava venne attaccato da sommergibili inglesi:
la nave che caricava venne colpita irrimediabilmente dai siluri e colò
a picco con le due vetture nuove di zecca.
Nel dopoguerra , dopo che l’EIAR aveva cambiato denominazione in
“Radio Italiana”per diventare poi RAI si vide in servizio
una delle due Artena, poi finita in un rottamaio.
Nel frattempo l’Ente radiofonico italiano si attrezzava nuovamente
sfruttando all’inizio anche qualche residuato bellico, come il cosiddetto
“GIUSEPPONE” su cui erano state montate attrezzature di fortuna.
Con lafine degli anni quaranta e soprattutto per le esigenze dei vari
Giri d’Italia e di Francia, la RAI cominciò a disporre di
una sempre più attrezzata carovanadi auto rispondenti alle nuove
esigenze del servizio radiofonico.
Uno di questi automezzi, nel 1949, era attrezzato con un ricetrasmettitore
a onde corte. Alfa Romeo Fiat Lancia fecero parte di questa teoria di
vetture che è arrivata fino a noi cambiando i modelli di vetture
e disponendo di apparecchiature sempre più sofisticate al servizio
della radio e poi della televisione.
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Una Lancia Artena, prima auto EIAR ad arrivare in Piazza
San Marco

auto dell'EIAR ad un concorso ippico a Mirafiori, prima
della guerra

Splendida Lancia Artena, carrozzata Viotti in Piazza Castello
a Torino

1941: una delle due Fiat 1100 con carrozzeria "Coloniale"
preparata per seguire le truppe italiane in Cirenaica, purtroppo entrambe
le vetture andarono perdute durante l'affondamento della nave che le portava
da Napoli a Tripoli

nel primo dopoguerra venne impiegato questo furgone Dodge
lasciato in Italia dalle truppe alleate, soprannominato "Giuseppone"

Vista dell'interno attrezzato a "sala di ripresa"
e tramissione radio del Dodge

Una Fiat Campagnola al seguito del Giro d'Italia di Ciclismo

Parco del Valentino: la carovana dell'EIAR al seguito
del Giro d'Italia del 1949 si riconoscono Alfa Romeo, Fiat, Lancia e il
"Giuseppone" |