L'auto di Vito I3BQC con le attrezzature ATV
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Essere preparati ad affrontare tutte le
situazioni prevedibili, ed in particolare anche le meno prevedibili ,
è un requisito spesso indispensabile in alcuni settori dell’
attività umana ; se le situazioni da affrontare sono di emergenza
il saperlo fare, il come farlo e quindi la gestione della crisi diventa
necessità inderogabile, nei primi momenti che sono i più
cruciali, che non può e non deve lasciar margini ad interpretazioni,
in particolare quando sono coinvolte vite umane.
Al fine di perfezionare ed ottimizzare al meglio le procedure di emergenza
previste negli scali aeroportuali e di preparare il personale ad eventi
di emergenza la Prefettura di Venezia, anche quest’ anno come negli
anni scorsi, ha organizzato il 22 novembre 2004 una simulazione di emergenza
presso lo scalo aereo veneziano “Marco Polo” coinvolgendo
la SAVE, sua Società di gestione, con tutte le strutture che vi
operano.
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Scopo della prova verificare il grado di allertamento,
le capacità d’intervento di uomini e mezzi sul luogo di un
eventuale incidente aereo.
E’ stato simulato, quanto purtroppo accaduto nella realtà
a Malpensa, ossia che un’ aeromobile MD 80, in fase di atterraggio,
per cause diverse vada a schiantarsi contro l’ aerostazione.
La sezione ARI di Venezia è stata richiesta per fornire l’
ormai consolidato supporto video all’ unità di crisi dai
luoghi previsti coinvolti dall’ incidente.
A tale fine sono state approntate tre squadre operative, la prima, in
postazione fissa presso l’ unità di crisi, nei locali interni
dell’ aerostazione, dotata di vari ricevitori che monitorizzavano
i vari segnali video che, volta per volta, venivano inviati ad un grande
monitor a parete, la postazione manteneva anche i necessari contatti radio
in gamma UHF ed era operata da Federico I3QNS, Gianluca IW3GEW e Massimo
IK3HIC, questi ultimi come dipendenti dell’ aeroporto hanno potuto
fornire un ottimo interfacciamento tra noi e le strutture decisionali
interne.
Una squadra esterna composta da Vito I3BQC, Michele I3MDU e Martino IK3RIY
ha attivato un collegamento dal luogo dell’ incidente simulato.
Il luogo creava particolari problemi essendo ridossato al fabbricato degli
arrivi e quindi non in portata ottica con l’ unità di crisi
(vedi foto!).
Tuttavia, con la consueta capacità e caparbietà di I3BQC,
è stato realizzato un collegamento video in diretta a 1240 ed uno
a 5,7GHz con l’ unità di crisi. Sui 5,7 GHz sono stati ritrasmessi
i segnali video, ricevuti su un link locale a 2,4 GHz, forniti da una
postazione mobile sul piazzale dotata di opportuna attrezzatura portatile.
La squadra composta da Roberto IW3GH, Francesco IW3GSH e Sergio IK3OBY
ha attivato collegamenti diretti a 1240 ed a 10 GHz fornendo all’
unità di crisi le immagini dal posto medico avanzato.
L’ operazione è scattata alle 11.00 con l’ allarme
e l’ attivazione dell’unità di crisi, che ha gestito
tutte le fasi dell’ emergenza simulata come si trattasse di un fatto
reale; nel giro di pochi minuti sul posto sono arrivate le squadre di
pronto intervento dei vigili del fuoco con uomini e mezzi che hanno provveduto
a mettere in sicurezza i feriti, simulati da alcuni gruppi di volontari
della P.C. di Venezia.
Nel frattempo tutte le scene degli interventi , nonché le successive
fasi dell’ operazione e dell’ evacuazione dei feriti da parte
del SUEM e del loro arrivo al posto medico sono state visibili in continuazione
in unità di crisi fornendo un continuo, utile ed apprezzato quadro
visivo dello svolgimento delle operazioni.
Alle ore 12.30 il Direttore dell’ aeroporto ha comunicato la fine
dell’ esercitazione e la ripresa delle normali attività.
Nella successiva riunione si è sottolineata l’ utilità
che tali esercitazioni annuali rappresentano, con la verifica dei tempi
di reazione delle varie strutture coinvolte e rilevando le eventuali lacune
nell’ operatività in frangenti particolari di emergenza.
Anche per noi tali esercitazioni consentendo un continuo, necessario ed
utile affinamento dell’ operatività in situazioni diverse
da quelle esistenti tra le pareti domestiche. Ci forniscono la possibilità
di constatare quali possano essere i fattori di difficoltà riscontrabili
nell’ operatività in portatile, in particolare ai fini di
eventuale supporto in situazioni di emergenza e ci permettono di testare
le nostre apparecchiature in condizioni ben più critiche del solito.
Ogni esercitazione rappresenta un passo in avanti che ci fa conoscere
le nostre carenze e ci da la possibilità di porvi rimedio e di
migliorare, questo è, e deve essere, lo spirito con cui partecipare
alle attività di esercitazione di protezione civile.
I3MDU - Michele
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